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La speranza di diventare santi

In preparazione alla Solennità di Tutti i Santi, vi proponiamo un brano di Papa Francesco che ci illumina, ricordandoci che a tutti noi il Signore concede la speranza e la grazia di diventare santi:

«Noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è» (1Gv 3,2). Questa è la benedizione del Signore che ancora abbiamo: la speranza che Egli abbia pietà del suo popolo, di coloro che sono nella grande tribolazione, che abbia pietà anche dei distruttori, affinché si convertano. Così, la santità della Chiesa va avanti. Quale dev’essere il nostro atteggiamento se vogliamo camminare verso il Padre, in questo mondo di devastazione, in questo mondo di guerre, in questo mondo di tribolazione? L’atteggiamento delle Beatitudini. Soltanto quel cammino ci porterà all’incontro con Dio, ci salverà dalla distruzione, dalla devastazione della terra, del Creato, della morale, della storia, della famiglia, di tutto. Ci porterà problemi, persecuzione. Ma soltanto quel cammino ci porterà avanti. E così, questo popolo che tanto soffre oggi per l’egoismo dei nostri fratelli devastatori, va avanti con le Beatitudini, con la speranza di trovare a quattr’occhi il Signore, con la speranza di diventare santi, in quel momento dell’incontro definitivo con Lui.

Il Signore ci aiuti e ci dia la grazia di questa speranza, ma anche la grazia del coraggio di uscire da tutto quello che è distruzione, devastazione, relativismo di vita, esclusione degli altri, esclusione dei valori, esclusione di tutto quello che il Signore ci ha dato. Ci liberi e ci dia la grazia di camminare con la speranza di trovarci un giorno a quattr’occhi con Lui. E questa speranza, fratelli e sorelle, non delude! (cf. Papa Francesco, Solennità di Tutti i Santi 2014)

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Atto riparativo

"Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore…  
C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere." (Lc 2, 25 – 26; 36; 37b)

Il vecchio Simeone e la profetessa Anna, molto avanti negli anni, sono il segno che Dio non ha preferenze di età e che lo possiamo incontrare in ogni tappa della vita. Le persone anziane e malate sono un dono per il mondo che, al contrario, molto spesso li rifiuta e usa loro violenza allontanandoli e, molto peggio, decidendo di porre fine alla loro vita. L’eutanasia provoca una grande ferita nelle società, ma soprattutto reca tanta sofferenza a quelli, che nell’età tarda hanno ancora tanto da dire al mondo e si vedono minacciati nel loro diritto alla vita. "La violenza verso le persone anziane è così inumana come verso i bambini. Le persone anziane hanno come compito condividere nella famiglia e nella società la propria sapienza e la fede”, ricorda Papa Francesco.

Vogliamo riparare:

  • Il peccato dell’eutanasia attraverso la promozione della cultura della vita dal momento del concepimento fino alla morte.
  • L’ingiustizia sociale, che mette al margine le persone anziane e malate, privandole dei mezzi di sussistenza ed assistenza medica
  • Le nostre mancanze verso le persone anziane e malate attraverso il dono del tempo, il dialogo, il sorriso, la preghiera con loro.

Preghiera:
O Padre, Tu che sei vicino ad ogni uomo e in ogni tappa della sua vita, grazie per le persone anziane che mantengono vivo il dialogo tra le generazioni e grazie per la fede che ci hanno  tramandato.  Per intercessione di San Giovanni Paolo II, che ha fatto vedere al mondo la ricchezza dell’ultima tappa della vita, dona alle persone anziane la forza per vincere la tentazione dello scoraggiamento e dona loro la fede di credere che Tu sempre ci ami, indipendentemente dall’aspetto fisico, il passato e la salute. Amen.

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