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S. Carlo Houben In evidenza

S. Carlo Houben

“Andate a chiamare P. Carlo!”

Passò benedicendo, risanando e perdonando. Sempre pronto ed affabile. Povero tra i poveri, fece della sua vita un dono ai sofferenti. Tutto di Dio, tutto del prossimo. I bisognosi nell'anima e nel corpo non lo lasciavano riposare neppure un istante. Profondamente affezionato alla famiglia e alla patria lavorò per lunghissimi anni lontano dall'una e dall'altra, trovando nei sofferenti i propri fratelli e nella terra di Irlanda la sua patria. Ogni giorno circa trecento persone accorrevano a lui attratte dalla fama delle sue virtù e spinte dalla consapevolezza di andare da un santo. E trovavano un cuore compassionevole e aperto, gentile e paziente, disponibile e tenero, immagine viva della misericordia di Dio. Medici ed infermieri di Dublino quando il caso era disperato si arrendevano incrociando le braccia, sospiravano guardando il cielo e concludevano: “Andate a chiamare padre Carlo”. E Carlo accorreva nelle case e negli ospedali con ogni tempo e ad ogni ora portando spesso il dono di una guarigione insperata e sempre un sorso di serenità.

Carlo nasce in Olanda, l’11 dicembre 1821. E’ il quarto di dieci figli. A ventiquattro anni è accolto dai Passionisti e il 10 dicembre 1846 professa i voti religiosi. Nel 1852 è inviato in Inghilterra. Dimora ad Aston Hall dove stringe amichevoli rapporti con gli immigrati irlandesi impiegati nel durissimo lavoro delle miniere. Carlo non sarà mai un grande predicatore, soprattutto per la difficoltà della lingua, ma si ritaglia una spazio non indifferente per un apostolato molto fruttuoso. Passa ore e ore al confessionale, assiste i moribondi, benedice i malati con la reliquia di san Paolo della Croce accompagnando la benedizione con commoventi preghiere da lui stesso composte. La gente accorre numerosa perché vede in lui un santo dotato da Dio del dono delle guarigioni; lo sente vicino per la sua bontà e lo spirito di accoglienza. E’ preghiera, sollecitudine, misericordia fatte persona. Veniva gente da tutte le parti dell’Irlanda, ed anche dall'Inghilterra, dalla Scozia e perfino dall'America. La sua fama arriva anche in Australia, Nuova Zelanda e Tasmania. Carlo è sempre pronto ad accoglierli con le braccia aperte sentendosi completamente partecipe di ogni dolore e di ogni dramma. Da lui vanno non sono solo i cattolici ma anche i protestanti. Sono molti i miracoli che avvengono. Nonostante le occupazioni passa lungo tempo in preghiera e in adorazione davanti al tabernacolo. I suoi ultimi anni sono segnati da una grande sofferenza per la cancrena ad una gamba. Dimentica il suo dolore per essere vicino a chi soffre. Il superiore scrive: “E’ francamente meraviglioso come questo povero padre possa salire e scendere una scala di cinquantanove gradini, un centinaio di volte al giorno per benedire le persone che vengono in massa a ricevere la sua benedizione… Muore all'alba del 5 gennaio 1893. Solennissimi i funerali con gente venuta da tutta l’Irlanda. Si legge su un giornale del tempo: “Mai prima di oggi a memoria d’uomo si è verificata una esplosione di sentimento religioso e di venerazione profonda come quella che si è potuta osservare intorno alle spoglie di padre Carlo”.

Fonte: www.sangabriele.org

Papa Giovanni Paolo II l’ha elevato agli onori degli altari come "beato" il 16 ottobre 1988, mentre Benedetto XVI l'ha infine dichiarato "santo" il 3 giugno 2007. La festa religiosa è al 5 gennaio.

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