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Novena in preparazione alla festa di Maria SS.ma presentata al tempio - 8° giorno In evidenza

Novena in preparazione alla festa di Maria SS.ma presentata al tempio - 8° giorno

8° giorno: Maria madre della Famiglia Passionista

canto

P.: La documentazione sulle origini dei passionisti non può non registrare i molti interventi di Maria che per la loro importanza meritano una particolare attenzione sia quelli che riguardano la fondazione della congregazione sia quelli relativi all'abito della passione. Nell'estate del 1720 Paolo Danei, allora ventiseienne, ancora indeciso sulla sua scelta definitiva, ebbe l'illuminazione decisiva tramite l'intervento di Maria. E' importante notare che la presenza di Maria si verifica nel momento decisivo per la vita di Paolo come persona e come fondatore. Precedentemente Paolo aveva avuto un primo accenno di questa illuminazione desiderando di ritirarsi in solitudine. Tale desiderio era nato passando per il piccolo santuario della Madonna del Gazzo vicino Genova, e maturò nel suo viaggio per mare verso Roma; ma "l’8 settembre del 1721, natività di Maria, a causa del vento impetuoso, la vela dovette sostare all'Argentario". Qui ritorna imperiosa la chiamata alla "solitudine". Dirà che fin dall'inizio sentì la voce di Maria: ''Paolo, Paolo, io sono sola: vieni sul Monte Argentario”. Quella della "solitudine mariana" può essere una delle "visioni intellettuali” che caratterizzano gli inizi del carisma passionista. Paolo è cosciente che qui c'è qualcosa di essenziale: egli è chiamato a fare "memoria della passione" come Maria la fece nel suo cuore, una volta rimasta "sola". E' chiamato a partecipare alla passione di Gesù nel modo altissimo che fu quello stesso del cuore di Maria .

Lettura: Dagli scritti di San Paolo della Croce (a scelta)
a) "Le ricchezze di questa sovrana signora sono tante, è un pelago così profondo di perfezioni, che solamente quel gran Dio che l'ha arricchita di sì alti tesori le conosce. Quella gran ferita d'amore, di cui fu dolcemente piagato il suo purissimo cuore sino dal primo istante della purissima immacolata sua concezione, crebbe tanto in tutto il corso della sua santissima vita e penetrò tanto dentro che ne fece partire dal corpo quell'anima santissima. Così questa morte d'amore più dolce della stessa vita, diede fine a quel gran mare di dolori che questa gran Madre patì in tutto il corso della santissima sua vita; non solamente nella SS.ma Passione di Gesù, ma in vedere tante offese che si facevano dagli uomini ingrati alla divina maestà. Così dunque facciamo festa e giubiliamo in Dio nostro bene nel gran trionfo di Maria ss. nostra gran regina e madre, godiamo che sia esaltata sopra tutti i cori degli angeli, collocata alla destra del suo divin Figliuolo. In quel gran Cuore santissimo si può godere delle glorie di Maria Santissima, amandola col Cuore purissimo del divin Figliuolo, e se Gesù le dà licenza, fare un volo nel cuore purissimo di Maria e giubilar con lei, rallegrarsi che siano finite tante pene, tanti dolori, e domandare la grazia di starsene sempre immersa nell'immenso mare del divino amore, da cui n'esce quell'altro mare delle pene di Gesù e dei dolori di Maria; lasciamoci penetrare da queste pene, da questi dolori, e lasciamo che si temperi bene la spada o lancia o dardo, acciò penetri più addentro la ferita d'amore, perché tanto più sarà penetrante la ferita d'amore, più presto uscirà dal carcere la prigioniera. Io sono in un abisso di tenebre, né so parlare di tali meraviglie” . “Chi più vuol piacere a Maria Santissima bisogna che più s'umili, più s'annichili, perché Maria fu la più umile fra tutte le creature e perciò piacque a Dio più di tutti per la sua umiltà. Preghi Maria santissima che non tardi più ad impetrarle la grazia d'essere vera umile e tutta virtuosa, tutta fuoco d'amore e le dica che se vuole far la carità di ferirle il cuore con un acuto dardo d'amore, che penetri ben a fondo la spada o lancia, sta in sua mano. Faccia in questa solennità ciò che lo Spirito santo la muoverà a fare, e non stia attaccata a ciò le dico io, ma lasci l'anima in libertà di volare dove l'attrae il Sommo. Bene. La preghi anche per me e per i presenti bisogni di santa Chiesa e di tutto il mondo e per le anime del purgatorio, e massime per chi siamo più obbligati a pregare, per questa minima congregazione, che Maria Santissima la protegga e la provveda di santi operai, perché lei è la tesoriera delle grazie e Sua Divina Maestà vuole che passino per le sue mani” .

b) "Si unisca all'intenzione purissima di questa cara Bambina e sacrifichi se stessa a Dio in odore di soavità, nel Cuore purissimo di Maria Santissima. Questo gran Cuore, che dopo il Cuore di Gesù, è il Re dei cuori, ha amato ed ama di più Dio, che tutto il Paradiso assieme; voglio dire più che tutti gli angeli ed i santi, che sono stati, sono e saranno: e perciò lei desideri d'amare Dio, con il Cuore di questa gran Bambina, e pertanto si getti in spirito in questo bel Cuore, ed ami il Sommo Bene con questo purissimo Cuore, con intenzione d'esercitare tutte le virtù, che esercitò lei. Ma per far questo ed avere l'ingresso nel Cuore Santissimo della nostra gran Regina e Madre Bambina, bisogna farsi pure bambina, con la semplicità fanciullesca, colla vera umiltà ed annichilimento di cuore” . La sera del giovedì santo Paolo scrive ad Agnese invitandola ad essere presente con Maria sul calvario: "Faccia buona compagnia alla Povera Madre, Ella non muore per miracolo... Si lasci inondare dal mare di pene di Gesù e Maria"

c) "Compatire Gesù con il cuore addolorato di Maria, questi due cuori sono due fornaci d'amore, anzi una fornace sola, e lei si butti in questo forno acciò consumato tutto l'umido delle imperfezioni diventi un pane mondo per la mensa del Re della Gloria" . "S'abissi spesso nel gran mare della passione di Gesù e dei dolori di Maria SS.ma se sarà ben umile farà buona pesca... Si riposi in Dio con umiltà e semplicità bambinesca" .

Il 9 agosto 1740 Paolo scrisse a Sr. Cherubina Bresciani, del monastero di S. Chiara in Piombino, da lui conosciuta in occasione degli esercizi spirituali nel 1733. Da religiosa tiepida e piena di difetti fu guidata spiritualmente per oltre 20 anni raggiungendo un elevato grado di perfezione. In questa lettera Paolo la invita "a dimorare in fede nel Cuore di Gesù ed ivi adorare il nostro grande Iddio, ivi si devono fare colloqui di amore, or parlargli della sua Passione or dei dolori della nostra cara Madre. Ma per far questo, suggerisce Paolo in una sua lettera del 19 ottobre 1740, è necessaria la solitudine del cuore; e la invita a fare i suoi voli nel Cuore dolcissimo di Gesù, e ivi serrarsi con quella chiave 'o del Divino Amore, attaccando questa ricca chiavetta al Cuore purissimo di Maria Addolorata, perciò "l'anima restando in quel sacro silenzio che più s'innamora di Dio, mischi le pene di Gesù con i dolori di Maria e lei, - le scrive Paolo nel 1743 - tutta immersa in queste pene e dolore fa un misto amoroso e doloroso o doloroso e amoroso” .

Preghiera: Madre di Misericordia
Maria, Madre di misericordia
Tu ottieni dall’Onnipotente ciò che vuoi,
con la stessa facilità con cui
la nostra povertà ti intenerisce.
Quanta fiducia riponiamo in Dio per merito tuo!
Tu, infatti sei Madre dell’esule e del Re,
del reo e del Giudice, dell’uomo e di Dio.
Tu, Madre della misericordia,
non pregherai il Figlio per il figlio,
l’Unigenito per l’adottivo, il Signore per il servo,
il Giudice per il colpevole, il Creatore per la creatura,
il Redentore per il redento?
Chi ha posto il Figlio tuo Mediatore tra Dio e gli uomini,
ha posto pure Te Mediatrice tra il colpevole e il Giudice.
(Adamo Abate)

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