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Curia Generalizia

1° Domenica di Avvento

La corona dell’Avvento è il segno dell’attesa del ritorno di Cristo; i rami verdi richiamano la speranza e la vita che non finisce. Il progressivo accendersi delle quattro candele, dedicate a quattro figure tipiche dell’attesa messianica (i profeti, Betlemme, i pastori, gli angeli), “domenica dopo domenica, fino alla solennità del Natale, è memoria delle varie tappe della storia della salvezza prima di Cristo e simbolo della luce profetica che via via illuminava la notte dell’attesa fino al sorgere del Sole di giustizia” (Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia, n. 98).

Invochiamo la venuta di Cristo, Sole che sorge, perché illumini la nostra esistenza e ci sostenga nella ricerca del bene.

O Signore, che hai inviato i profeti ad annunciare la venuta del Cristo, tuo Figlio, fa’ rispendere su di noi la tua luce, perché, illuminati dalla tua Parola, camminiamo verso di Te con cuore generoso e fedele. Amen.

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Novena a Maria Immacolata (5° giorno)

Serva di Dio Maria Maddalena Frescobaldi Capponi:

Andiamo sul Calvario, come figlie amantissime, per fare compagnia all’Immacolata Madre di Dio

Preghiamo per le necessità spirituali e materiali della Congregazione

L.: Il cammino di Maria Maddalena Frescobaldi Capponi è segnato dalla presenza di Maria. Nata all’ombra di Santa Maria del Fiore dove si venera una pregevole immagine dell’Immacolata, Maddalena è vissuta in una atmosfera mariana unica. La figura di Maria contraddistingue l’arte fiorentina in svariate forme e devozioni.

Le tappe più significative della sua vita si realizzano nei santuari mariani: Madonna di San Romano, SS.ma Annunziata in Firenze; senza dimenticare la sua adesione al 3° ordine servita, alla vigilia della Presentazione di Maria al tempio, data che richiama anche la vestizione di S. Paolo della Croce a Castellazzo.

Significativa è la presenza di Maria nella fondazione delle “Ancille della Passione di Gesù e dei sette dolori di Maria”. Essa accentua in maniera speciale la presenza di Maria definendo – fin dalle origini - il carisma in forma passiocentrico-mariana.

Maria, madre, maestra e guida della Congregazione, Maria che abita le nostre comunità, Maria, prima superiora della Comunità, Maria che ci genera con Gesù ai piedi della Croce costituiscono i costanti richiami mariologici delle nostre origini. Ascoltiamo le sue parole:

L.: Le Ancille Passioniste, come amantissime e fedelissime serve e figlie verso l'Immacolata Madre di Dio Maria SS.ma, la invocano in tutti i loro bisogni; e soprattutto si porteranno ogni giorno in spirito sul Calvario considerando e compassionando insieme gli acerbissimi dolori da lei sofferti nella Passione e Morte del Suo Divino Figlio. (C. 1822, 8)

Stiano alla continua presenza di Dio e del loro Angiolo Custode gelosissimo della loro purezza, e siano devote dell'Immacolata Vergine Maria dalla quale otterranno in premio della loro fedeltà il suo efficace patrocinio.

Canto:

P.: Preghiamo ripetendo: Grazie Madre perché siamo frutto della tua Passione.

  • - Immacolata Madre di Dio che ci hai generato ai piedi del Calvario…
  • - Immacolata Madre di Dio che abiti con Gesù la nostra comunità…
  • - Immacolata Madre di Dio che custodisci il nostro cuore…
  • - Immacolata Madre di Dio che ci insegni l’umiltà del cuore…
  • - Immacolata Madre di Dio, modello di adesione alla volontà di Dio…
  • - Immacolata Madre di Dio, nostra madre, maestra e guida…
  • - Immacolata Madre di Dio, nostra prima Superiora…

(Breve Pausa)

Impegno: Oggi pregherò in maniera speciale per le Superiore della Congregazione

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Novena a Maria Immacolata (4° giorno)

San Gabriele dell’Addolorata: “Tua mamma è lassù”

Preghiamo per la santità della vita consacrata

L.: Francesco Possenti quando si trovava a Spoleto, all’età di quattro anni perse la madre, morta a trentotto anni. Ogni volta che il piccolo cercava e invocava la presenza della mamma, gli rispondevano, puntando il dito verso il cielo, “Tua mamma è lassù”. Gli facevano lo stesso gesto quando gli parlavano della Madonna. E se chiedeva dove si trovasse la risposta era: “È lassù”. Francesco crebbe con il ricordo di queste due madri, ambedue lassù, che vegliavano su di lui amorevolmente. Anche quando, in ginocchio, fin da piccolo recitava il Rosario accanto al padre, il pensiero correva nello stesso tempo alle sue due mamme in cielo.

La Madre di Dio fu colei che influì sulla sua chiamata alla vita religiosa passionista.

22 agosto 1856, a Spoleto si celebrava una grande processione per solennizzare l’ultimo giorno dell’ottava dell’Assunzione. Francesco era presente, inginocchiato tra la folla e attendeva il passaggio della Madonna. Lei arriva, e sembra cercare tra la folla qualcuno. L’ha trovato e l’ha guardato. “Appena toccato da quello sguardo, scaturisce dal profondo del suo cuore un fuoco che divampa dolcissimo e inestinguibile. Ogni altro affetto, provato prima, è nulla paragonato a quella forza d’amore da cui ora è tutto posseduto. Ode distintamente una voce che lo chiama per nome e gli dice: «Francesco che stai a fare nel mondo? Tu non sei fatto per il mondo. Segui la tua vocazione».”. Fu la svolta radicale. La conversione alla santità. Divenne Gabriele di Maria Addolorata

Canto:

L.: «Davvero la mia vita è piena di contentezza» scrisse al padre, in attesa di un sano ripensamento e del ritorno a casa. «O papà mio, credete ad un figlio che vi parla col cuore sulle labbra: non baratterei un quarto d’ora di stare dinanzi alla nostra consolatrice e speranza nostra Maria Santissima, con un anno e quanto tempo volete, tra gli spettacoli e divertimenti del mondo».

P.: Grate per il dono della nostra vocazione preghiamo:

Maria, madre del Redentore, madre della Chiesa e madre nostra, ci affidiamo a te, noi che, in quanto consacrate a Dio nella vita religiosa, dovremmo identificarci con te e con il discepolo amato, uniti dall’affetto, dal dolore e dall’oblazione, ai piedi della Croce.

Anche a noi Gesù affida dei figli e ci affida a te quale Madre tenerissima da imitare. Tante volte, però, come gli Apostoli, anche noi fuggiamo lontano dalla Croce di tuo Figlio, dalla croce dei fratelli e delle sorelle che lui ci ha affidati e dalla nostra stessa croce.

Svolgi, perciò, anche per noi, come per gli sposi di Cana,  il tuo ruolo di madre attenta e premurosa. Vedi in quante nostre comunità manca il vino della gioia, dell’accoglienza reciproca, del perdono fraterno.

Guarda anche quelle tra noi nelle quali il vino buono degli inizi, è ritornato ad essere l’acqua banale di una vita consacrata trascinata e senza senso, quando non è divenuto l’aceto della contro-testimonianza data da una scontentezza continua.

Chiedi ancora una volta a tuo Figlio che provveda, per tutte, con la sua grazia. Il tuo intervento ottenga che noi possiamo essere delle spose che amano Cristo con cuore indiviso e delle madri che danno, ogni giorno, la vita per i fratelli, per i piccoli e i poveri.

Da parte nostra, vogliamo come il discepolo amato, accoglierti sempre nella nostra casa, la comunità nella quale tuo Figlio si fa presente se attuiamo il comando dell’amore e annunciamo il Vangelo con la vita.

Ci ottenga questo il Padre che ti ha creata immacolata,  il Figlio che ti ha redenta prima d’ogni altra creatura e lo Spirito che ti ha santificata in modo unico e sublime. A loro lode e gloria per sempre. Amen.

(Breve Pausa)

Impegno: Oggi, rinnoverò con gioia, nel mio intimo, la mia consacrazione

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di San Paolo della Croce

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