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Provincia Immacolata

celebrazione dei 25 anni del Centro Argindegi

Nei giorni 9 e 10 marzo si realizza la celebrazione dei 25 anni del Centro Argindegi, un'attività promossa dalla Caritas della Diocesi di Bilbao, una importante città dei Paesi Baschi - Spagna - al quale partecipano le nostre Sorelle della comunità di S. Anton in Bilbao. Il Centro si trova in un quartiere periferico e si rivolge a varie forme di emarginazione, in particolare verso le fasce più fragili: donne, minori, migranti, rifugiati, poveri... Le iniziative sono molteplici, in tutto il periodo dell'anno. Le celebrazioni di questi giorni vedono la presenza del Vescovo di Bilbao, il Direttore della Caritas diocesana, il consiglio direttivo e tutte le persone che operano in Argindegi, così come pure tutte le persone che vengono aiutate e accompagnate nelle loro necessità. Nelle foto, dove appare in primo piano Sr Marije Calvo, che lavora da anni nel progetto insieme alla Comunità, possiamo vedere alcuni momenti della celebrazione.
Auguri Sorelle per la vostra missione che ci rappresenta tutte nel servizio alle frontiere dell'evangelizzazione e della promozione umana.

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Atto riparativo

E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo Crocifisso: scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci: potenza di Dio e sapienza di Dio. 1 Cor 1, 22-24

Oggi vogliamo accompagnare la sofferenza di tanti fratelli e sorelle che hanno una vita dura, non ce la fanno a portare la loro croce e devono superare molte difficoltà ogni giorno.

Rendiamoci sensibili al dolore della nostra società sofferente: solitudine, allontanamento, incomprensione, ingiustizia, disamore.

PREGHIAMO

Oggi, Signore, mi avvicino ai crocifissi dell’umanità. Pongo davanti a me, Gesù Crocifisso, i racconti dei poveri che dalla croce della sofferenza quotidiana desiderano vivere. Voglio far penetrare nel mio cuore indurito luoghi e situazioni di disamore.

IMPEGNO

Guardandoti, Signore, spogliato di tutto, ti domando:

Cosa faccio per te?

Cosa faccio per le croci del mondo?

Cosa farò per i crocifissi della storia?

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Atto riparativo

Ci troviamo nella Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani e assumiamo il dolore causato dalle profonde divisioni che esistono tra noi.

“L’amore di Cristo ci spinge. L’unità dei cristiani  è una priorità, perché riconosciamo che tra di noi è molto di più ciò che ci unisce di ciò che ci separa… Il dialogo tra noi ha permesso di approfondire la comprensione reciproca, di generare fiducia mutua e di confermare il desiderio di camminare verso la comunione piena” (Papa Francesco)

II Cor 5, 14-15.18

Poiché l'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. 
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. 

Impegno di vita

Pregare per l’unità dei cristiani e, possibilmente, partecipare a qualche celebrazione insieme a altre confessioni cristiane nella propria città.
Interessarsi alle differente chiese cristiane che ci sono attorno.

Preghiera:

Dio Trino, sei l’origine e il fine di tutto ciò che esiste.
Perdonaci quando pensiamo soltanto a noi stessi e siamo accecati dai nostri criteri personali.
Insegnaci ad essere amabili, accoglienti e misericordiosi, perché possiamo crescere nell’unità che è un dono tuo.
A te sia l’onore e la lode per i secoli dei secoli. Amen.

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Atto riparativo

Ci uniamo all’azione riparatrice di Gesù e partecipiamo con lui all’opera di ricostruzione e riconciliazione della persona ferita…
Incarnando la misericordia di Dio, annunciamo la buona notizia del Regno, che risana e ricompone l’immagine del Figlio in coloro che accolgono il suo amore. (Cost. 4).

La violenza della guerra
Oggi, venerdì, ci uniamo a tutta l’umanità per presentare al Signore tanti bambini, anziani, uomini e donne che vivono sfollati. La maggioranza di queste popolazioni è caratterizzata da una migrazione forzata di vittime di conflitti armati, persecuzioni, povertà, violazioni massive dei diritti umani e dall’attuazione di reti criminali di traffici illeciti di immigranti in condizioni pericolose e degradanti. Ricordiamo alcuni conflitti: Siria, il conflitto tra India e Pakistán, Yemen, Nigeria, Repubblica Centroafricana, i morti nel Mediterraneo, a Lampedusa, El Tajal in Ceuta.

Dal Vangelo di Matteo (Mt 25)
Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi: ho avuto fame… ho avuto sete… ero forestiero… nudo… malato e carcerato… Quando mai ti abbiamo veduto affamato, assetato? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato? o nudo e ti abbiamo vestito? quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere?...  In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

Papa Francesco ci richiama: «la comunità internazionale agisca con decisione e prontezza, onde evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi» e ci ricorda che gli immigranti che dal nord Africa cercano di raggiungere l’Europa «sono fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre, e cercano la felicità».

Preghiamo:

  • Per coloro che soffrono le conseguenze di un sistema economico ingiusto, nel quale ha il primo posto il massimo beneficio, senza tenere conto la priorità e dignità della persona.
  • Perché ci sentiamo responsabili e ci prendiamo cura del mondo che il Signore ci ha dato, perché tutti possiamo vivere degnamente come fratelli, specialmente i più poveri e diseredati, i preferiti da Dio.
  • Per tutti noi, perché il Signore Risorto ci aiuti ad essere persone che accolgono e condividono il tempo e i talenti con i più vulnerabili.

Impegno di vita:
Interessarsi e conoscere le realtà di esclusioni che ci sono attorno a noi.

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di San Paolo della Croce

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Via Don Carlo Gnocchi, 75
00166 ROMA

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