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Atto riparativo

Ci troviamo nella Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani e assumiamo il dolore causato dalle profonde divisioni che esistono tra noi.

“L’amore di Cristo ci spinge. L’unità dei cristiani  è una priorità, perché riconosciamo che tra di noi è molto di più ciò che ci unisce di ciò che ci separa… Il dialogo tra noi ha permesso di approfondire la comprensione reciproca, di generare fiducia mutua e di confermare il desiderio di camminare verso la comunione piena” (Papa Francesco)

II Cor 5, 14-15.18

Poiché l'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. 
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. 

Impegno di vita

Pregare per l’unità dei cristiani e, possibilmente, partecipare a qualche celebrazione insieme a altre confessioni cristiane nella propria città.
Interessarsi alle differente chiese cristiane che ci sono attorno.

Preghiera:

Dio Trino, sei l’origine e il fine di tutto ciò che esiste.
Perdonaci quando pensiamo soltanto a noi stessi e siamo accecati dai nostri criteri personali.
Insegnaci ad essere amabili, accoglienti e misericordiosi, perché possiamo crescere nell’unità che è un dono tuo.
A te sia l’onore e la lode per i secoli dei secoli. Amen.

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Atto riparativo

Ci uniamo all’azione riparatrice di Gesù e partecipiamo con lui all’opera di ricostruzione e riconciliazione della persona ferita…
Incarnando la misericordia di Dio, annunciamo la buona notizia del Regno, che risana e ricompone l’immagine del Figlio in coloro che accolgono il suo amore. (Cost. 4).

La violenza della guerra
Oggi, venerdì, ci uniamo a tutta l’umanità per presentare al Signore tanti bambini, anziani, uomini e donne che vivono sfollati. La maggioranza di queste popolazioni è caratterizzata da una migrazione forzata di vittime di conflitti armati, persecuzioni, povertà, violazioni massive dei diritti umani e dall’attuazione di reti criminali di traffici illeciti di immigranti in condizioni pericolose e degradanti. Ricordiamo alcuni conflitti: Siria, il conflitto tra India e Pakistán, Yemen, Nigeria, Repubblica Centroafricana, i morti nel Mediterraneo, a Lampedusa, El Tajal in Ceuta.

Dal Vangelo di Matteo (Mt 25)
Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi: ho avuto fame… ho avuto sete… ero forestiero… nudo… malato e carcerato… Quando mai ti abbiamo veduto affamato, assetato? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato? o nudo e ti abbiamo vestito? quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere?...  In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

Papa Francesco ci richiama: «la comunità internazionale agisca con decisione e prontezza, onde evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi» e ci ricorda che gli immigranti che dal nord Africa cercano di raggiungere l’Europa «sono fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre, e cercano la felicità».

Preghiamo:

  • Per coloro che soffrono le conseguenze di un sistema economico ingiusto, nel quale ha il primo posto il massimo beneficio, senza tenere conto la priorità e dignità della persona.
  • Perché ci sentiamo responsabili e ci prendiamo cura del mondo che il Signore ci ha dato, perché tutti possiamo vivere degnamente come fratelli, specialmente i più poveri e diseredati, i preferiti da Dio.
  • Per tutti noi, perché il Signore Risorto ci aiuti ad essere persone che accolgono e condividono il tempo e i talenti con i più vulnerabili.

Impegno di vita:
Interessarsi e conoscere le realtà di esclusioni che ci sono attorno a noi.

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Atto riparativo

Una donna accovacciata, sola e indifesa, scalza, in atteggiamento di chi si raccoglie verso il proprio cuore cercando il calore che viene da dentro. Ha accanto un recipiente di bocca larga, che spera di essere preso come espressione di necessità. Ispira solitudine e vulnerabilità. Chi è questa donna? Chi aspetta lì seduta?
E, soprattutto, cosa aspetta da me questa donna? Cosa attende da me?
La mia preghiera ha bisogno di essere abitata dall’incomoda e salvifica presenza di questa donna al margine, ho bisogno di macchiare la “purezza del mio orario” con la presenza di questa e tante altre persone che necessitano vicinanza, senza giudizi di condanna, pregiudizi, senza arrivare dall’alto, perché io non sono migliore di lei e forse ho urgenza di essere salvato/a attraverso lei.

Giovanni 8,1-11
Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.
Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?".
Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei".
E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.
Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.
Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". Ed essa rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch'io ti condanno; va’ e 'a in poi non peccare più".

PREGHIERA
A te cantiamo con il cuore pieno di gioia perché le nostre vite sono piene di tua tenerezza.
A te cantiamo perché sei buono e compassionevole con chi ti sta cercando con cuore sincero.
Tu rallegri la nostra vita e ci riempi con la tua forza.
Tu ci vuoi come figli e figlie.
Tu operi con la gioia dei nostri cuori.
I tuoi gesti ci riempiono di energia ed entusiasmo.
Il tuo amore, fin dal mattino, la tua fedeltà, anche di notte, ci insegnano a vivere gioiosi e felici, annunciando che ti preoccupi di noi, che ci ami e sei fedele alla tua alleanza.

IMPEGNO
Vogliamo contribuire al raggiungimento dell’uguaglianza di dignità e diritti fra la donna e l’uomo nella famiglia, nel lavoro, nell’educazione, nella convivenza sociale e nei differenti ambiti della Chiesa.

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