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Novena a Maria Immacolata (4° giorno)

San Gabriele dell’Addolorata: “Tua mamma è lassù”

Preghiamo per la santità della vita consacrata

L.: Francesco Possenti quando si trovava a Spoleto, all’età di quattro anni perse la madre, morta a trentotto anni. Ogni volta che il piccolo cercava e invocava la presenza della mamma, gli rispondevano, puntando il dito verso il cielo, “Tua mamma è lassù”. Gli facevano lo stesso gesto quando gli parlavano della Madonna. E se chiedeva dove si trovasse la risposta era: “È lassù”. Francesco crebbe con il ricordo di queste due madri, ambedue lassù, che vegliavano su di lui amorevolmente. Anche quando, in ginocchio, fin da piccolo recitava il Rosario accanto al padre, il pensiero correva nello stesso tempo alle sue due mamme in cielo.

La Madre di Dio fu colei che influì sulla sua chiamata alla vita religiosa passionista.

22 agosto 1856, a Spoleto si celebrava una grande processione per solennizzare l’ultimo giorno dell’ottava dell’Assunzione. Francesco era presente, inginocchiato tra la folla e attendeva il passaggio della Madonna. Lei arriva, e sembra cercare tra la folla qualcuno. L’ha trovato e l’ha guardato. “Appena toccato da quello sguardo, scaturisce dal profondo del suo cuore un fuoco che divampa dolcissimo e inestinguibile. Ogni altro affetto, provato prima, è nulla paragonato a quella forza d’amore da cui ora è tutto posseduto. Ode distintamente una voce che lo chiama per nome e gli dice: «Francesco che stai a fare nel mondo? Tu non sei fatto per il mondo. Segui la tua vocazione».”. Fu la svolta radicale. La conversione alla santità. Divenne Gabriele di Maria Addolorata

Canto:

L.: «Davvero la mia vita è piena di contentezza» scrisse al padre, in attesa di un sano ripensamento e del ritorno a casa. «O papà mio, credete ad un figlio che vi parla col cuore sulle labbra: non baratterei un quarto d’ora di stare dinanzi alla nostra consolatrice e speranza nostra Maria Santissima, con un anno e quanto tempo volete, tra gli spettacoli e divertimenti del mondo».

P.: Grate per il dono della nostra vocazione preghiamo:

Maria, madre del Redentore, madre della Chiesa e madre nostra, ci affidiamo a te, noi che, in quanto consacrate a Dio nella vita religiosa, dovremmo identificarci con te e con il discepolo amato, uniti dall’affetto, dal dolore e dall’oblazione, ai piedi della Croce.

Anche a noi Gesù affida dei figli e ci affida a te quale Madre tenerissima da imitare. Tante volte, però, come gli Apostoli, anche noi fuggiamo lontano dalla Croce di tuo Figlio, dalla croce dei fratelli e delle sorelle che lui ci ha affidati e dalla nostra stessa croce.

Svolgi, perciò, anche per noi, come per gli sposi di Cana,  il tuo ruolo di madre attenta e premurosa. Vedi in quante nostre comunità manca il vino della gioia, dell’accoglienza reciproca, del perdono fraterno.

Guarda anche quelle tra noi nelle quali il vino buono degli inizi, è ritornato ad essere l’acqua banale di una vita consacrata trascinata e senza senso, quando non è divenuto l’aceto della contro-testimonianza data da una scontentezza continua.

Chiedi ancora una volta a tuo Figlio che provveda, per tutte, con la sua grazia. Il tuo intervento ottenga che noi possiamo essere delle spose che amano Cristo con cuore indiviso e delle madri che danno, ogni giorno, la vita per i fratelli, per i piccoli e i poveri.

Da parte nostra, vogliamo come il discepolo amato, accoglierti sempre nella nostra casa, la comunità nella quale tuo Figlio si fa presente se attuiamo il comando dell’amore e annunciamo il Vangelo con la vita.

Ci ottenga questo il Padre che ti ha creata immacolata,  il Figlio che ti ha redenta prima d’ogni altra creatura e lo Spirito che ti ha santificata in modo unico e sublime. A loro lode e gloria per sempre. Amen.

(Breve Pausa)

Impegno: Oggi, rinnoverò con gioia, nel mio intimo, la mia consacrazione

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