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TRIDUO ALLA PRESENTAZIONE DI MARIA AL TEMPIO (3° giorno)

 San Paolo Della Croce e la Presentazione di Maria al tempio

Paolo della Croce sin da giovane ebbe molto cara la festa della Presentazione di Maria al tempio.: "Doveva averla appresa in famiglia a Castellazzo .
A tale festa del 21 novembre Paolo si preparava con una fervorosa novena in cui faceva cantare il salmo Jubilate Deo omnis terra in quanto gli ricordava i grandi travagli affrontati  per la fondazione della congregazione e perciò non accettava che venisse omesso. Durante la novena, scrisse il suo confessore P. Cioni, gli parve per l'interno giubilo e spirituale allegrezza, perfino l'aria si tramutasse  Ad Agnese Grazi il 28 ottobre 1734 scrisse: "Il giorno della Presentazione di Maria al tempio, faccia la Comunione per me e rinnovi il suo voto di verginità.
In verità il 21 novembre era il giorno in cui aveva lasciato la famiglia per consacrarsi a Dio, per questo Paolo lo ricorderà sempre come giorno "solennissimo e santissimo".
Ricorda con commozione fra' Bartolomeo: "Quante volte l'ho veduto partire dal Ritiro di S. Angelo e da quello di Toscanella nel mese di novembre, con tempi cattivi, strade orrende, e lui povero vecchio, tutto storpiato, si partiva, dico, da detti Ritiri per andare a celebrare la festa della Presentazione al Monte Argentario e con quali sospiri e lacrime la celebrasse sono testimoni i religiosi. Era veramente penetrato da questa sacra e divota funzione e poi diceva che questo santo giorno era il giorno anniversario in cui si era licenziato dal mondo". Riferisce il suo confessore: " Ogni anno dunque faceva particolare memoria di tale festa, non solo, ma la prima chiesa della congregazione volle che si dedicasse a Maria sotto il titolo della Presentazione al tempio".

PREGHIERA ( San  Francesco D’Assisi)

Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria,
che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ave, suo palazzo.
ave, suo tabernacolo,
ave, sua casa.
Ave, suo vestimento,
ave, sua ancella,
ave, sua Madre.

E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo
venite infuse nei cuori dei fedeli,
perché da infedeli
fedeli a Dio li rendiate. Amen

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Radio Mater

Fratelli e sorelle vi do appuntamento per venerdì prossimo 23 novembre alle ore 18,30-19,30. Continueremo il tema della preghiera alla luce dell'esperienza di Mosè. La relazione si ispira al testo di Sr Angela Maria Lupo: La missionarietà della preghiera. Un grazie a Sr Maria per la gentile concessione. A presto

Sr. Daniela Merlo, CP

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TRIDUO ALLA PRESENTAZIONE DI MARIA AL TEMPIO (2° giorno)

La presentazione di Maria al tempio
Intanto per la bambina i mesi andavano aumentando; quando ebbe due anni, Gioacchino disse: «Portiamola nel tempio al Signore per compiere la promessa da noi fatta, per paura che il Signore non ce la richiami e non risulti sgradito il nostro dono». Ma Anna rispose: «Aspettiamo il terzo anno, affinché non cerchi suo padre o sua madre». E Gioacchino disse: «Aspettiamo».

Quando la bimba ebbe tre anni, Gioacchino disse: «Invitiamo le figlie degli Ebrei, quelle senza macchia; prendano in mano, ciascuna, una lucerna, e siano (le lucerne) accese, affinché ella non si volga indietro e il suo cuore non sia trattenuto fuori dal tempio del Signore». E cosí fecero fino a quando non furono saliti al tempio del Signore. Il sacerdote l'accolse, l'abbracciò, la benedisse ed esclamò: «Il Signore Iddio ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni (cf. Lc 1, 48). In te, negli ultimi giorni, il Signore manifesterà la sua salvezza ai figli di Israele». Ed egli la fece sedere sul terzo grado dell'altare ed il Signore Iddio effuse su di lei la sua grazia, ed ella si mise a danzare sui piedi e cosí fu presa a benvolere da tutta la casa di Israele.

Maria nel Tempio.
Tutta la sua bellezza e la sua grazia – era ricolma di bellezza nell’anima e nel corpo – erano per il Signore. È questo il contenuto teologico della festa della Presentazione della Madonna. Come accadde a Gesù dopo la sua presentazione al Tempio, anche Maria continuerà a vivere con Gioacchino e Anna una vita normale. Dove Ella stava – soggetta ai genitori, crescendo sino a divenire donna -, là stava la piena di grazia (Lc 1, 28), con il cuore predisposto a un servizio completo a Dio e a tutti gli uomini per amore di Dio.
La Madonna maturava davanti a Dio e davanti agli uomini. Nessuno notò nulla di straordinario nel suo comportamento, anche se, indubbiamente, si faceva notare da quanti le stavano attorno, perché la santità attrae sempre; ancor più nel caso della Tutta Santa. Era una ragazza sorridente, che lavorava, sempre unita a Dio; accanto a Lei tutti si sentivano a loro agio. Ella, nei momenti dedicati alla preghiera, poiché conosceva bene la Sacra Scrittura, avrà ripassato ripetutamente le profezie che annunciavano l’avvento del Salvatore. Le avrà fatte proprie, oggetto della sua riflessione, argomento delle sue conversazioni. Questa ricchezza interiore sarebbe traboccata poi nel Magnificat, il meraviglioso inno che pronunciò dopo aver udito il saluto della cugina Elisabetta.
La festa della sua Presentazione è l’espressione dell’appartenenza esclusiva della Madonna a Dio, la completa dedicazione della sua anima e del suo corpo al mistero della salvezza, che è il mistero dell’avvicinamento del Creatore alla creatura.

PREGHIERA

Ti consacro, o Regina,
la mia mente affinché pensi sempre all'amore che tu meriti,
la mia lingua perché ti lodi, il mio cuore perché ti ami.
Accetta, o Santissima Vergine,
l'offerta che ti presenta questo misero peccatore; accettala ti prego,
per quella consolazione che sentì il tuo cuore
quando nel tempio ti donasti a Dio.

O Madre di misericordia,
aiuta con la tua potente intercessione la mia debolezza,
impetrandomi dal tuo Gesù la perseveranza e
la forza per esserti fedele sino alla morte,
affinché, sempre servendoti in questa vita,
possa venire a lodarti in eterno nel Paradiso.

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TRIDUO ALLA PRESENTAZIONE DI MARIA AL TEMPIO (1° giorno)

La consacrazione di Maria.

Quando lo ritennero opportuno, san Gioacchino e sant'Anna condussero la loro piccola bambina al Tempio e là, come ritengono parecchi santi, la consacrarono al Signore, che l'aveva loro concessa nella vecchiaia.

Da parte sua, Maria ratificò la consacrazione fatta dai genitori, la consacrazione già fatta nel momento della sua concezione immacolata e si donò senza riserve, volendo per tutta la vita essere la serva del Signore. "La Madonna, diceva san Francesco di Sales, fa oggi un'offerta quale il Signore la vuole, perché, oltre la sua persona, che sorpassa tutte le altre, fatta eccezione del Figlio suo, offre tutto ciò che è, tutto ciò che ha e questo è quanto Dio chiede" .

I sentimenti di Maria

"L’ offerta, che Maria aveva fatta di se stessa fin dalla concezione immacolata, era segreta, ma che, come la religione comprende doveri interni e nascosti e doveri esterni e pubblici, Dio volle che rinnovasse l'offerta nel Tempio di Gerusalemme, unico santuario della vera religione allora esistente nel mondo intero, ed Egli stesso le ispirò di andare ad offrirsi a lui in quel luogo. La Bambina benedetta, santificata nella carne, l'anima penetrata e piena della divinità, mentre le sue facoltà naturali sembravano morte, era in tutto diretta dallo Spirito Santo. Con la sola attività del proprio spirito, chiudendo ogni porta alla saggezza umana, viveva soltanto secondo Dio, in Dio, per Dio e sono la direzione stessa di Dio ...
Posseduta dallo Spirito di Dio, tutta ardore e amore, era condotta al Tempio dallo Spirito divino, che la elevava oltre le possibilità dell'età e della natura. Bambina di tre anni appena, sale da sé i gradini del Tempio... per far vedere che soltanto lo Spirito divino la dirige e per insegnare a noi che, operando con la sua potenza nelle anime nostre, Egli è il vero sostegno delle nostre infermità ...
Maria rinnova allora il voto di vittima e di ancella con amore ancora più puro, più grande, più nobile e più ammirabile di quando lo aveva emesso nel tempio sacro del seno di sant'Anna e tale amore, crescendo continuamente, sviluppandosi momento per momento, senza interruzioni e senza posa, la rende immensa. Tutta consumata da questo amore, non vuole avere di vita, movimento, libertà, spirito, corpo, niente altro che in Dio. Il dono fatto di sé è così vivo, ardente e stimolante che l'anima è, in ogni momento e in modo perpetuo, disposta ad abbandonarsi in Dio, ad appartenergli sempre di più, convinta di non esserlo mai abbastanza e desiderosa di esserlo maggiormente, se le è possibile ...
Infine, offrendosi a Dio, come ostia viva a lui consacrata in tutto quello che è e in tutto quello che sarà un giorno, rinnova la consacrazione a Dio di tutta la Chiesa, che già aveva fatta nel momento della sua concezione e specialmente la consacrazione delle anime, che, seguendo il suo esempio, si sarebbero consacrate al divino servizio in tante sante comunità. In quel giorno la legge antica vede realizzarsi qualcosa di quello che essa significava: il Tempio di Gerusalemme vede compiuta una delle sue speranze e accoglie fra le sue mura uno dei templi dei quali è immagine la Santissima Vergine Maria, tempio vivo di Cristo, come Gesù sarà tempio vivo e perfetto della divinità" .

PREGHIERA
Concedici, Signore Iddio, che con spirito puro e grave, e con cuore pieno d’ardente amore per le cose del cielo, possiamo entrare nel sacro tempio con rispetto di Dio, sull’esempio della benedetta Maria la quale, in questo giorno quando era ancora bambina, entrò nel Tempio di nostro Padre e dedicò la sua vita a te. Possiamo anche noi, sul suo esempio, offrire la nostra vita a te, al tuo Padre e al tuo Santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen".

 

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Atto riparativo

Riparazione per i Sacrilegi Eucaristici 

 

“Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo.”

Il Signore ha detto “Io sono il pane disceso dal Cielo. Chi mangia il mio Corpo e beve il mio Sangue avrà la vita eterna ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno.”
Il Signore entra nel nostro cuore per riposarsi, per consolarsi, per fortificarci ed arricchirci dei suoi doni, ma non tutti lo ricevano degnamente. 

Unite alla passione di Cristo vogliamo riparare per tutti coloro che lo ricevono indegnamente.
Signore donaci la grazia di riceverti con desiderio ardente ed amore profondo ed unite a Te riparare per i sacrilegi eucaristici che si commettono nel mondo.

Impegno di Vita: Dire spesso “Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e divinissimo Sacramento!”

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di San Paolo della Croce

Curia Generalizia
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