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Atto riparativo

La tentazione della denigrazione dell’altro.

"Non fare nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, nell'umiltà consideri gli altri migliori di se stesso, senza cercarre il proprio interesse, ma quello degli altri.." Fil. 2, 3-4.
“…dobbiamo mettere in comune con le sorelle anche le nostre azioni, [...].il  merito delle azioni stesse, [...] Non siate scortesi o gelose di insegnare agli altri quel poco che sapete, perché dovete desiderare che tutte siano utili nel servire la Santa Religione. "        (Serva di Dio Maria Maddalena Frescobaldi Capponi)

La tentazione della denigrazione dell’altro è un tratto negativo della cultura del nostro tempo, causato dall'invidia e dall'ambizione egoistica e diffuso dai social media. A volte si pensa che il successo e la buona riuscita degli altri siano una minaccia per se stessi e quindi si fa di tutto per metterli in difficoltà. Questo atteggiamento impedisce a nazioni, organizzazioni, società, governo, persino a ospedali e scuole di progredire.

Vogliamo riparare:

  • La nostra tendenza ad esaltare i nostri successi e a guardare gli altri dal basso verso l’altro.
  • L’invidia e la gelosia che si manifestano nello sforzo di diffondere cose negative, anche se vere, su coloro che hanno successo.
  • L’odio e la calunnia che viene diffuso senza limiti dai social network.

Impegno di vita:
Oggi e durante la settimana ci impegniamo a:

  • Pronunciare parole che apprezzano, incoraggiano, stimolano gli altri e rallegrarsi dei loro successi.  
  • Coltivare una cultura dell'inclusione nelle nostre comunità, gruppi, istituzioni, ecc

Preghiamo:
Dio di amore, tu che concedi le tue benedizioni a tutti noi, purifica le nostre intenzioni e bandisci dal nostro cuore tutti i sentimenti di insicurezza, gelosia e invidia. Aiutaci nei nostri sforzi per fare la tua volontà e per aiutare gli altri a fare ciò che vuoi che facciano. Facci comprendere che dobbiamo lavorare tutti insieme per costruire il tuo regno, perché il successo di ciascuno è il successo di tutta la comunità. Lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore. Amen

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Novena di Natale - 5° giorno

Canto

Meditazione

Non c'era posto per loro nell'albergo

Nel racconto di Luca c' è poi un secondo piano, che emerge dallo sfondo generale: Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei [Maria] i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito (Lc 2,6-7). Perché í giorni si compirono proprio mentre Maria era lontana dalla sua casa e dall' affetto dei suoi parenti? Cosa le garantisce, allora, questo Dio che sta per nascere dal suo grembo verginale? Che cosa "conta" davanti a lui? Perché la nascita arriva in quelle disagevoli condizioni?

Infine, ecco il primo piano: Lo avvolse in fasce — particolare incantevole: quelle fasce erano poveri stracci profumati d'amore, che Maria aveva portato da Nazareth — e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio (Lc 2,7). Lo depose en fatne (= greppia, mangiatoia). Perché? Possibile che una mangiatoia destinata alle bestie sia il primo tabernacolo per il Figlio di Dio-fatto-uomo?

Proviamo fremiti di emozione e di confusione davanti a queste parole precise dell'evangelista: per loro non c'era posto. Vorrei far notare che, nel racconto di san Luca, c'è una attenzione ai particolari che è tipicamente femminile! Riemerge il racconto della protagonista, la Madre, che tutto custodiva nel suo cuore; e lo custodiva per raccontarcelo. (Card. Angelo Comastri)

Un pensiero sul Natale di san Giovanni XXIII

Gesù, ti aspetto; oh, i cattivi ti rifiutano; fuori, spira un vento glaciale; ti lasciano gelare, vieni nel mio cuore; sono poverello, ma ti riscalderò più che posso; almeno, voglio che ti compiaccia del mio buon desiderio che ho di farti buona accoglienza, di volerti un gran bene, di sacrificarmi per te. Alla tua volta, tu sei ricco, e vedi i miei bisogni; tu sei fiamma di carità, e mi purificherai il cuore da tutto ciò che non è ii tuo cuore santissimo; sei la santità increata, e mi ricolmerai di grazie fecondatrici di progresso vero nello spirito.
Vieni, Gesù, ho tante cose da dirti! Tante pene da confidarti! Tanti desideri, tante promesse, tante speranze. Ti voglio adorare, baciare in fronte, o piccolo Gesù, darmi a te un'altra volta, per sempre. Vieni, o Gesù, non tardare più oltre, accetta il mio invito, vieni.

Preghiamo

Preghiera a Gesù Bambino

Mio Gesù, Figlio del Creatore del cielo e della terra, tu in una gelida grotta hai una mangiatoia come culla, un po' di paglia come letto e poveri panni per coprirti. Gli angeli ti circondano e ti lodano, ma non sminuiscono la tua povertà.
Caro Gesù, Redentore nostro, più sei povero, più ti amiamo, poiché hai abbracciato tanta miseria per meglio attirarci al tuo amore.
Se fossi nato in un palazzo, se avessi avuto una culla 'o, se fossi stato servito dai più grandi principi della terra, ispireresti agli uomini maggior rispetto, ma meno amore; invece questa grotta dove giaci, questi rozzi panni che ti coprono, la paglia su cui riposi, la mangiatoia che ti serve da culla: oh, tutto ciò attira i nostri cuori ad amarti!
Ti dirò come san Bernardo: «Più tu diventi povero per me, più sei caro all'anima mia!». Poiché se ti sei ridotto cosi, lo hai fatto per arricchirci dei tuoi beni, cioè della tua grazia e della tua gloria.    

O Gesù, la tua povertà ha indotto tanti santi ad abbandonare tutto: ricchezze, onori, corone, per vivere poveri con te povero.
O mio Salvatore, stacca anche me dai beni terreni, affinché divenga degno del tuo santo amore e di possedere te, Bene infinito.
Ti dirò dunque come sant'Ignazio di Loyola: «Dammi il tuo amore e sarò ricco abbastanza; non cerco altro, tu solo mi basti, o mio Gesù, mia vita, mio tutto! Madre cara, Maria, ottienimi la grazia di amare Gesù e di essere sempre da lui amato». Amen. (Sant'Alfonso Maria de Liguori)

Preghiere Finali

Bambino Gesù, Vieni in mio aiuto
(Per chiedere una grazia)     

Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego che, per intercessione della tua santa Madre, voglia assistermi in questa mia particolare circostanza (chiedere umilmente la grazia).
È un desiderio sincero e profondo, ma sottomesso in tutto alla santa e vera volontà di Dio.
Spero con fiducia di ottenere questa grazia. Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze dell'anima mia.
Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, buon Gesù, di darmi la forza per vincere ii male.
Propongo di non offenderti mai più e mi offro disposto a soffrire anziché darti il minimo dispiacere.
'a innanzi voglio servirti con tutta la mia fedeltà e per amor tuo, divino Bambino, amerò i miei fratelli come me stesso.
Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, di nuovo ti scongiuro, assistimi in questa circostanza particolare e donami la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli angeli e con i santi nella luce del cielo. Amen.

Padre nostro...Ave Maria...Gloria al Padre...

Cf. Novena al Santo Natale (a cura di Don Giuseppe Brioschi SdB) Ed. Shalom, pp.33-37

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Novena di Natale - 4° giorno

Canto 

Meditazione

La povertà e l'umiltà della mangiatoia

Il racconto dell’apparizione dell'angelo raccoglie í nostri interrogativi e ci consegna la chiave di lettura in profondità del mistero del Natale.
Dice l'angelo ai pastori: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella citta di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore - e, quindi, l'unico Salvatore —. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia» (Lc 2,l0-l2).
Dove è il segno? È la povertà e l'umiltà della mangiatoia: non c'è dubbio! Perché?
Ci aiutano due richiami evangelici, che sono commento autorevole nei confronti della scena del Natale.
Gesù un giorno dirà: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (It ll,29). I due aggettivi scelti da Gesù sono due divine perle, nelle quali si riflette il mistero di Dio: mite e umile è Dio! Sono due aggettivi che portano il profumo della paglia di Betlemme.
In un'altra occasione, Gesù dirà: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo» (Lc 9,58). Riecheggia la scena del Natale! (Card. Angelo Comastri)

Un pensiero sul Natale di S. Giovanni Newman
O amabile Bambino Gesù, ancora una volta mi sopporterai. Prego perché io possa preparare nel mio cuore una dimora degna di te.
Gesù, onnipotente Salvatore, vieni in mio aiuto!
Carissimi Gesù, lavami con le lacrime che scendono dal tuo viso per í peccati da me commessi.
Beneditemi, mani del mio Salvatore! Labbra del mio Gesù, apritevi per dirmi: «Ti perdono dei tuoi peccati».
Possa il tuo amore restare nel mio cuore, buon Gesù! [...l Rinasci in me. Benedicimi e dammi un cuore semplice, umile e obbediente.

Preghiamo

Francesco, portaci a Betlemme!

O Francesco, 'goglio spesso ci allontana da Betlemme; ma quando siamo lontani da Betlemme, siamo lontani anche da Cristo!
Tu, Francesco, amavi Betlemme! Ma non amavi la povertà di Betlemme per seguire una moda, né per contestazione, né per ripicca, né per esibizione: tu amavi Betlemme perché amavi Cristo nato a Betlemme.
Tu amavi Cristo: questo è il segreto e la spiegazione delle tue scelte e della tua vita.
Francesco, portaci a Betlemme, così come portasti frate Leone per le vie dell'Umbria e dell'Italia e, durante il viaggio, gli apristi la tua anima, e gli indicasti la via della perfetta e vera e piena letizia.
0 Francesco, oggi il denaro è diventato un idolo mostruoso: molti per il denaro uccidono senza pietà in una guerra che non ha tregua; molti per il denaro sequestrano í fratelli e talvolta anche í bambini, dimostrando una ferocia peggiore di quella del lupo di Gubbio; molti per il denaro vendono droga e distruggono giovani fiorenti e meravigliosi seminando disperazione nel genitori restati senza lacrime; molti per il denaro vendono il proprio corpo calpestando la dignità e la bellezza di una vita creata e pensata per l'altezza dell'Amore; molti per il denaro...
Invece tu hai scelto la povertà, hai amato la povertà, perché hai capito che il Bene, il sommo Bene della vita è Gesù Cristo, nato nella povertà di Betlemme per farci dono della ricchezza dello Spirito Santo, che amore, amore vero, amore pieno, amore puro, amore che riempie di felicità.
O Francesco, abbiamo tanto bisogno di ritornare a Betlemme! Abbiamo bisogno di ritrovare la pienezza della libertà, la gioia di donare, la prontezza per camminare in questo mondo verso i cieli nuovi e la terra nuova.
O Francesco, davanti alla grotta di Natale non vogliamo andarci con la pelliccia o con il vestito all'ultima moda per depositare uno spicciolo di egoismo.
Vogliamo mettere l'egoismo sotto í piedi e cominciare, finalmente, a non fingere di fare il Natale, ma a farlo veramente, con il cuore, insieme a te per seguire Cristo nella gioia dell'amore, nella festa dello Spirito Santo.
Così sia! Cosi sia il nostro Natale! Amen. (Card. Angelo Comastri)

Preghiere Finali

Bambino Gesù, Vieni in mio aiuto
(Per chiedere una grazia)     

Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego che, per intercessione della tua santa Madre, voglia assistermi in questa mia particolare circostanza (chiedere umilmente la grazia).
È un desiderio sincero e profondo, ma sottomesso in tutto alla santa e vera volontà di Dio.
Spero con fiducia di ottenere questa grazia. Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze dell'anima mia.
Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, buon Gesù, di darmi la forza per vincere ii male.
Propongo di non offenderti mai più e mi offro disposto a soffrire anziché darti il minimo dispiacere.
'a innanzi voglio servirti con tutta la mia fedeltà e per amor tuo, divino Bambino, amerò i miei fratelli come me stesso.
Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, di nuovo ti scongiuro, assistimi in questa circostanza particolare e donami la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli angeli e con i santi nella luce del cielo. Amen.

Padre nostro...Ave Maria...Gloria al Padre

Cf. Novena al Santo Natale (a cura di Don Giuseppe Brioschi SdB) Ed. Shalom, pp.28-32

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Novena di Natale - 3° giorno

Canto

Dio entra nella storia                    

Meditazione
Viene spontanea una domanda: chi fu testimone del Natale? Maria! È lei 'igine del racconto di Betlemme e a lei, in ultima istanza, fa riferimento tutta l'impostazione del racconto. Ricordiamo questo particolare per sentire la voce della Madre, che racconta ai figli ciò che ella ha visto e vissuto.L' evangelista Luca sembra che dipinga un quadro. C'è, prima di tutto, uno sfondo lontano: è 'dine dell'imperatore Cesare Augusto che determina una particolare situazione: Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazareth, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta (Lc 2,4-5).
Il particolare decisivo di Maria sua sposa, che era incinta è riferito dall'evangelista quasi sottovoce, come un particolare appena percettibile. Perché Dio entra così nella storia? Qual è il potere di questo Dio? Maria certamente avrà ripassato il Magnificat per leggere l'evento nella luce di Dio e avrà ripetuto a se stessa: «Dio ha posato lo sguardo sulla piccolezza della sua serva».
Anche noi costantemente dobbiamo raccogliere la salutare provocazione che ci viene dallo stile con cui Dio entra nella nostra storia nel momento della pienezza del tempo: lo stile di Dio è inconfondibile! (Card. Angelo Comastri) 

Un pensiero sul Natale di san Giovanni XXΠI
Già è inoltrata la notte; le stelle chiare e lucenti brillano nella fredda atmosfera; voci chiassose e discordi giungono al mio orecchio, dalla città: sono í gaudenti del mondo che ricordano coi bagordi la povertà del Salvatore; [...i ed io veglio ancora, pensando al mistero di Betlemme.

Vieni, vieni Gesù, io ti attendo (Ap 22,20).

Maria e Giuseppe, sentendo 'a vicina, rifiutati dai cittadini, si danno alla campagna, in cerca di ricovero. Io sono un povero pastore, non ho che una miserabile stalla, una piccola mangiatoia, alcune poche paglie (Lc 2,l6); offro tutto a voi, compiacetevi di accettare questo poveri tugurio.

Gesù, eccoti il mio cuore; l'anima mia povera e nuda di virtù, le paglie di tante mie imperfezioni ti pungeranno, ti faranno piangere; ma, o mio Signore, che vuoi? È tutto quel poco che ho. Mi commuove la tua povertà, mi intenerisce, mi strappa le lacrime; eppure io non so qual cosa di meglio offrirti. Gesù, abbellisci l'anima mia con la tua presenza, adornala con le tue grazie, brucia queste paglie e cambiale in soffice giaciglio al tuo corpo santissimo.

Preghiamo

Preghiera a Gesù Ватbiпо

O Gesù, a Betlemme tu hai acceso una luce, che illumina definitivamente il volto di Dio.

Dio è umile! Mentre noi vogliamo essere grandi, tu, o Dio, ti fai piccolo; mentre noi vogliamo essere í primi, tu, o Dio, ti metti all'ultimo posto; mentre noi vogliamo domifare, tu, o Dio, vieni per servire; mentre noi cerchiamo gli onori e í privilegi, tu, o Dio, cerchi í piedi degli uomini, li lavi e li baci amorevolmente. Quanta differenza tra noi e te, o Signore! O Gesù mite e umile, noi ci fermiamo sulla soglia di Betlemme, sostiamo pensosi e titubanti: la montagna del nostro orgoglio non entra nell' angusto spazio della grotta.

O Gesù mite e umile, toglici 'goglio dal cuore, sgonfia le nostre presunzioni, donaci la tua umiltà: scendendo dal piedistallo incontreremo te e í nostri fratelli; sarà Natale e sarà festa! Amen.

(Card. Angelo Comastri)

Preghiere Finali

Bambino Gesù, Vieni in mio aiuto
(Per chiedere una grazia)     

Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego che, per intercessione della tua santa Madre, voglia assistermi in questa mia particolare circostanza (chiedere umilmente la grazia).
È un desiderio sincero e profondo, ma sottomesso in tutto alla santa e vera volontà di Dio.
Spero con fiducia di ottenere questa grazia. Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze dell'anima mia.
Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, buon Gesù, di darmi la forza per vincere ii male.
Propongo di non offenderti mai più e mi offro disposto a soffrire anziché darti il minimo dispiacere.
'a innanzi voglio servirti con tutta la mia fedeltà e per amor tuo, divino Bambino, amerò i miei fratelli come me stesso.
Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, di nuovo ti scongiuro, assistimi in questa circostanza particolare e donami la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli angeli e con i santi nella luce del cielo. Amen.

Padre nostro...Ave Maria...Gloria al Padre

Cf. Novena al Santo Natale (a cura di Don Giuseppe Brioschi SdB) Ed. Shalom, pp.23-26

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Novena di Natale - 2° giorno

Canto 

Meditazione

Maria disse sì alla povertà: con Dio!

Ma — ricordiamolo bene! — tutto questo iniziato a Betlemme: è iniziato con il viaggio faticoso di Maria e di Giuseppe, con la ricerca di una ospitalità negata, con l'approdo obbligato a una mangiatoia. Dio entra così nel mondo e svela il suo mistero, il suo affascinante mistero di amore e di povertà.

E Maria? Pensate che fu semplice per una mamma andare verso una povera grotta per vivere lì il momento più atteso e più emozionante della sua vita? Pensate che tutto fu facile e tutto fu tranquillo nel cuore della Madre?

No! Maria, a Betlemme, ridisse il sì eroico dell'annunciazione: disse il sì alla "povertà" di Dio e così í suoi passi presero la direzione della croce. Maria, a Betlemme, condivise la povertà scelta da Dio e il suo cuore fu la prima culla e la prima mangiatoia dove fu accolto il Verbo incarnato: per questo Maria è "benedetta fra tutte le donne e tutte le generazioni la proclamano beata". (Card. Angelo Comastri)

 

Un pensiero sul Natale di san Pier Damiani

La beata Vergine Maria concepì da sola il Cristo, tuttavia sono tutti gli eletti a custodirlo con devozione nel loro cuore. Beata è colei che per nove mesi lo ha portato nel suo grembo. Anche noi dobbiamo essere felici, se lottiamo per conservarlo nel nostri pensieri. È meraviglioso che il Cristo sia stato concepito nel grembo di una donna, ma è altrettanto bello che nasca continuamente nelle prigioni del cuore. Considerate, miei amati figlioli, quale immensa dignità sia per noi essere cosi simili a Maria. Maria concepì il Cristo nel suo ventre, noi lo custodiamo nel nostro cuore. Maria nutri ii Cristo col suo latte materno, noi lo nutriamo con le nostre buone opere.

Preghiamo

Maria, veniamo a te
Maria, Madre di Gesù, veniamo a te con l'atteggiamento dei bambini che si rivolgono alla loro mamma, che desiderano con tutto íl cuore di essere figli di Dio.

La nostra condizione umana è debole, perciò veniamo a chiedere il tuo materno aiuto per poter superare la nostra debolezza. Prega per noi, affinché possiamo a nostra volta diventare persone capaci di pregare.

Invochiamo la tua protezione, affinché possiamo restare liberi da ogni peccato.

Invochiamo il tuo amore, affinché possa diventare sovrano e ci renda capaci di compassione e di perdono.

Chiediamo la tua benedizione, affinché possiamo essere a immagine del tuo amato Figlio Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore. Amen.  (Santa Teresa di Calcutta)

Preghiere Finali

Bambino Gesù, Vieni in mio aiuto
(Per chiedere una grazia)     

Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego che, per intercessione della tua santa Madre, voglia assistermi in questa mia particolare circostanza (chiedere umilmente la grazia).
È un desiderio sincero e profondo, ma sottomesso in tutto alla santa e vera volontà di Dio.
Spero con fiducia di ottenere questa grazia. Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze dell'anima mia.
Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, buon Gesù, di darmi la forza per vincere ii male.
Propongo di non offenderti mai più e mi offro disposto a soffrire anziché darti il minimo dispiacere.
'a innanzi voglio servirti con tutta la mia fedeltà e per amor tuo, divino Bambino, amerò i miei fratelli come me stesso.
Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, di nuovo ti scongiuro, assistimi in questa circostanza particolare e donami la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli angeli e con i santi nella luce del cielo. Amen.

Padre nostro...Ave Maria...Gloria al Padre

Cf. Novena al Santo Natale (a cura di Don Giuseppe Brioschi SdB) Ed. Shalom, pp.19-21

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Novena di Natale - 1° giorno

Preghiere iniziali

Canto

Meditazione

Cosa è accaduto a Betlemme?

Poniamoci ancora una volta la domanda: che cosa è accaduto a Betlemme? Perché da un millennio il mondo sembra fermarsi in questa notte e in questo giorno? Mi trema la voce e mi batte li cuore nel ricordare il fatto incredibile: duemila anni fa, Dio ha fatto un passo decisivo e irreversibile verso di noi; Dio ha lasciato che il suo Figlio in qualche modo uscisse dall'abbraccio divino ed entrasse nella nostra storia pericolosa, infida, inospitale: sì, inospitale soprattutto per Dio.

Questo è il Natale: accorgersi di Gesù, accoglierlo nella vita e lasciar continuare in noi la novità della santità sbocciata come un inatteso miracolo nella povera mangiatoia di Betlemme Povertà? Sì, povertà!

A Betlemme Dio si è presentato "povero": non ha scelto il palazzo dell'imperatore, non ha voluto la casa di un re, non ha fatto sua l'abitazione di un potente, ma ha abbracciato la povertà: decisamente!

Perché? Perché Dio è amore e l'amore dono: dono infinito di sé, altruismo infinito senza ombra di egoismo, generosità illimitata senza riserve nascoste di interesse personale.

Dio è amore! Dio è dono!

Ma chi dona tutto non possiede: e chi non possiede è povero. Questa è la logica d'amore che si nasconde dietro al mistero di Betlemme: una logica che va dritta alla povertà della croce.

(Card. Angelo Comastiri, Vicario Generale del Santo Padre per la Città del Vaticano)

Un pensiero sul Natale di san Luigi Orione
Perché í pastori antichi erano poveri, perché erano semplici e pii, a essi apparve l'angelo; e, chiamati alla grotta di Betlemme, il loro cuore s'intenerì davanti a Gesù Bambino. Il Signore parla agli umili, ai puri, ai semplici. Erano uomini di buona volontà, e gli angeli chiamarono su di essi la pace.

Ecco, è apparso il Salvatore e Dio nostro, í1 Messia! È nato a salvare tutti gli uomini; e lo splendore divino di lui rifulge oggi su noi, ristorati dalla sua grazia, inondati dalla sua luce e dalla sua pace. Solo la sua vita riempie í cuori!

È nato Gesù, che darà il perdono ai nemici, vincerà il male col bene e comanderà l'amore a tutti: Gesù, l'autore della vita, í1 Redentore del mondo, il largitore d' immortalità.

Preghiamo
Si, t'ameremo Signore.
Signore, in questo tuo Natale, noi vogliamo rinnovarci nell'intimo dello spirito. I pastori deposero ai tuoi piedi gli agnelli; noi ai tuoi piedi deponiamo tutte le nostre morali miserie e tutti i nostri stracci!
Vogliamo diventare umili, semplicemente come í pastori, docili a te e alla tua Chiesa, come í loro agnellini, vogliamo amarti, amarti tanto, consumarci di amore per te e per le anime, o Gesù!
Carità! Carità! Carità! Gesù, col tuo divino amore, dà a noi un grande spirito di carità verso le anime, specialmente verso i figli dei poveri e verso í poveri infelici e abbandonati. Amen. (San Luigi Orione)

Preghiere Finali
Bambino Gesù, Vieni in mio aiuto

(Per chiedere una grazia)

Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego che, per intercessione della tua santa Madre, voglia assistermi in questa mia particolare circostanza (chiedere umilmente la grazia).

È un desiderio sincero e profondo, ma sottomesso in tutto alla santa e vera volontà di Dio.
Spero con fiducia di ottenere questa grazia. Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze dell' anima mia.
Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, buon Gesù, di darmi la forza per vincere ii male.
Propongo di non offenderti mai più e mi offro disposto a soffrire anziché darti il minimo dispiacere.
'a innanzi voglio servirti con tutta la mia fedeltà e per amor tuo, divino Bambino, amerò i miei fratelli come me stesso.
Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, di nuovo ti scongiuro, assistimi in questa circo-stanza particolare e donami la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli angeli e con i santi nella luce del cielo. Amen.

Padre nostro..., Ave Maria..., Gloria al Padre...

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Madre Emerenziana Chiantini

13 dicembre 1973: Madre Emerenziana Chiantini ritorna alla Casa del Padre

“Ti glorifico o Padre, perché hai rivelato i misteri del Regno ai semplici”

“All’alba del 13 dicembre del 1973, Madre Emerenziana Chiantini lasciava questo mondo, terminando così la sua lunga e luminosa esistenza. Partiva da questo mondo con la stessa calma e serenità con cui era vissuta, lasciando dietro di sé il ricordo incancellabile di una vita meravigliosa, tutta spesa al servizio di Dio”.

Così una Sorella parla di Madre Emerenziana, dopo aver condiviso con lei lunghi anni di vita, costellati di stima reciproca e di prove affrontate insieme e sostenute per amore a Dio e alla Congregazione.

Quarta superiora generale della Congregazione, era nata nel sud d’Italia, in provincia di Potenza, il 19 settembre del 1880, da una famiglia molto religiosa di origini toscane. A vent’anni entrò nella Congregazione delle Suore Passioniste a Signa, dove ricevette la formazione religiosa propria dell’Istituto. Si distingueva per maturità, intelligenza e mitezza di carattere, per questo le superiore la destinarono all’educazione delle giovani accolte nell’Istituto di Casa Madre. Nel 1931, all’erezione della Provincia Madre della Congregazione, affidata alla protezione dell’Addolorata, viene nominata Superiora Provinciale, servizio che esercitò con grande donazione fino al 1937 quandoanno fu chiamata nel Consiglio Generale come prima consigliera e vicaria di Madre Angelica.

Nel Capitolo Generale del 1946, subito dopo la morte di Madre Angelica, fu eletta Superiora Generale; inizialmente si rifiutò di accettare l’incarico, ma in seguito all’intervento di Mons. Bonardi, accettò in spirito di obbedienza e di servizio evangelico, continuando a conservare il suo stile mite e delicato. Aveva un modo semplice ed intuitivo di avvicinare le persone; usava bontà e fermezza, senza mai rinunciare al tratto della tenerezza che la caratterizzava nelle relazioni. La sua carità era operosa e contagiosa, aperta alle Suore, alle loro famiglie e anche a persone esterne alla comunità; chi subiva il fascino del suo esempio, sentiva spontaneamente il desiderio di imitarla.

Svolse il suo servizio di superiora generale per quindici anni. In seguito ad una grande prova vissuta dalla Congregazione nel 1960 e da lei accolta come disposizione della volontà di Dio, si sentì ispirata a dare le dimissioni, che furono accettate dalla Santa Sede: Le successe nel governo della Congregazione Madre Tomazina Costa Bontorin.

Comunicando alla Congregazione la sua decisione, scrive nella sua ultima circolare: “Uniformiamoci, serenamente ripetendo, specie nei momenti di maggiore prova: Signore, ti saremo fedeli anche salendo il calvario fino alla vetta”. Si ritirò quindi nella Casa di Quercianella, in silenzio e preghiera, discreta, silenziosa ed operante nell’amore di Gesù Crocifisso. Certamente il suo sacrificio ottenne molti frutti di grazia per la Congregazione.

Nel 1972 le venne chiesto di lasciare Quercianella per andare nella comunità di Soggiorno Angelica, dove le Suore facevano a gare per starle vicino e per avere una sua parola di incoraggiamento ed un consiglio. Ma la sua salute ormai declinava e serenamente, il 13 dicembre del 1972, all’età di 92 anni, lasciò questo mondo per raggiungere la Comunità Passionista del Cielo.

La Congregazione, da lei tanto amata, la ricorda con gratitudine e si affida ancora oggi alla sua preghiera.

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Congregazione Suore Passioniste
di San Paolo della Croce

Curia Generalizia
Via Don Carlo Gnocchi, 75
00166 ROMA

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