Suore Passioniste
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Con Maria credo nel Figlio di Dio

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Articoli filtrati per data: Agosto 2019

Comunità Maison Sainte Croix, Tienen, Belgio

Tienen. Trascorriamo tre giorni nella comunità di Tienen, origine della fondazione in Congo grazie al carisma e alla mistica passionista di Madre Marta, Serva di Dio e fondatrice delle Suore Missionarie Passioniste. Nel 1969 Madre Marta chiese a Madre Tomazina la fusione con la Congregazione delle Suore Passioniste e così venne anche per noi l'avventura in terra d'Africa, precisamente in Congo, dove le Suore belghe approdarono nel 1935. Questa bella comunità conserva l'indole internazionale: vi sono infatti sorelle del Belgio, della Polonia, della Francia e vicino c'è una piccola comunità di nostre sorelle del Congo. Questi giorni di incontro, condivisione, preghiera ci rafforzano nella speranza che il Signore cammina avanti a noi. Grazie Sorelle per la vostra testimonianza e il vostro amore alla Congregazione e alla missione.

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Atto riparativo

Accompagnare le giovani e i giovani

Nell'episodio dei discepoli di Emmaus, possiamo vedere che la pedagogia usata da Gesù è quella dell'ascolto. Si avvicina ai discepoli, valutando ciò che hanno nel loro cuore e accogliendo l'angoscia che hanno condiviso l'uno con l'altro. Nella nostra vita quotidiana spesso non accogliamo i giovani nelle loro realtà e particolarità; tante volte nell’accompagnamento, le nostre aspettative superano il nostro impegno di accoglienza e perdiamo di vista la loro esperienza di Gesù.

Illuminazione
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona, si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?" Si fermarono con il volto triste” (Cf Lc, 24,15 -17)

 Vogliamo riparare

  • La tendenza ad allontanarci dalla realtà dei giovani, motivo che spesso non ci aiuta ad avvicinarli a Gesù.
  • La mancanza di sensibilità, di incanto e di incontro con i giovani per cercare di accompagnarli nelle diverse vocazioni della Chiesa.

Impegno di vita
Vogliamo ascoltare e amare i giovani vedendo in loro il volto di Dio e condividere la vita e la ricerca della risurrezione nelle diverse croci che devono affrontare.

Preghiamo 
Signore, aiutaci ad abbracciare coraggiosamente la missione di accompagnare i giovani più da vicino, convertendo le nostre azioni in pratiche profetiche nella vita di ciascuno.

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15 agosto - Festa dell'Assunzione.

Buona festa dell'assunta a tutti.

15 agosto - Festa dell'Assunzione.
Maria Assunta in Cielo viene accolta dal Figlio Gesù... Questa immagine, che rappresenta proprio questo mistero, mi ha sempre colpito: nell'espressione della Madre e del Figlio c'è la pace e la gioia composta di chi è consapevole di aver portato a termine una missione, quella che ha dato senso all'intera vita. In questo abbraccio tra Gesù e Maria c'è tutta la loro storia, la storia della nostra redenzione: la gioia della natività, il dolore della Passione, la speranza rinata nella resurrezione. Così sarà per ciascuno di noi, quando entreremo in Paradiso: nonostante la mia povertà, Signore, con il tuo aiuto ho portato a termine il compito che mi hai affidato. Eccomi ora nell'abbraccio della tua pace... Facciamo oggi memoria di questo.
Buona festa di Maria Assunta a tutti!
Madre Maria Dalessandro

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Madre Annunziata Innanzi: la donna forte a servizio del Regno…

Madre Annunziata Innanzi: la donna forte a servizio del Regno…

Il 14 agosto ricordiamo la morte di Madre Annunziata Innanzi, la più giovane delle tre missionarie passioniste che furono inviate, giusto 100 anni fa, per la fondazione della Congregazione in Brasile.

Annunziata era nata a Montevarchi, vicino a Firenze, nel 7 dicembre 1882. Quando era ancora bambina perse la mamma; suo padre, funzionario nel Comune della sua città, la affidò alle Suore Passioniste a Signa che da pochi anni avevano aperto una Scuola ed un collegio per le bambine. Qui ricevette una istruzione culturale di ottimo livello e soprattutto una formazione umana e cristiana che l’accompagnò per tutta la vita; frequentò la scuola di Insegnante a Firenze e dalle Suore imparò anche l’arte del ricamo e dei lavori manuali, di cui era molto esperta.

Poco più che adolescente, chiese di entrare a far parte della Congregazione. Nel febbraio del 1905 ricevette l’abito religioso dalle mani di Mons. Fiammetti, che morì solo pochi mesi dopo. Erano ancora i primi anni della Riattivazione, incontrò certamente molti sacrifici, ma anche tanto fervore ed entusiasmo.

Nel 1919 l’obbedienza la chiamò ad un cambiamento radicale. Si legge nell’archivio storico della Comunità Santa Luzia, in San Paolo del Brasile: “Nel 1919 P. Basilio Morganti, uno dei primi missionari italiani in Brasile, fece ritorno in Italia per un periodo di visita e di riposo. In quella circostanza, ricevette dai suoi superiori il compito di parlare con la Madre Generale del tempo, Sr Angelica Michelagnoli, sulla possibilità di una fondazione della Congregazione delle Suore Passioniste in Brasile. Insieme a P. Raffaele Costa cp, egli si recò a Casa Madre. Arrivando nel piazzale antistante l’ingresso della Casa, i due Padri videro una giovane Suora impegnata in un gioco con le bambine interne che erano accolte nell’Istituto. Ella vide l’arrivo dei Padri, ma continuò tranquillamente ad occuparsi delle bambine. I Padri invece notarono la sua abilità con le piccole e iniziarono subito a sognare la possibilità che proprio lei fosse una delle Suore inviate nella fondazione in Brasile e ne parlarono immediatamente con la Madre Angelica. La richiesta trovò pronta accoglienza in Madre Angelica. Su suggerimento dei due Padri, chiamò Sr Annunziata, dicendole con semplicità che gli stessi Padri avevano espresso il desiderio che lei fosse inviata in Brasile; le chiese se accettava. La risposta arrivò pronta: “Si, vado!”

Il 7 novembre dello stesso anno, insieme a Madre Bonaventura e a Sr Agata, approdava a Santos, accolta dai Padri Passionisti…

Madre Annunziata era dotata di molti talenti, che mise tutti a disposizione della fondazione.  Dopo pochi anni fu chiamata ad assumere la responsabilità della fondazione: curò la formazione umana, culturale e spirituale delle Suore; si preoccupò dell’espansione della Congregazione ed affrontò con coraggio difficoltà e sofferenze, sempre amata ed appoggiata dalle Sorelle brasiliane che arrivarono numerose. Alla sua morte, avvenuta il 14 agosto 1975, il Brasile contava già tre Province tra le più fiorenti della Congregazione.

In questo centenario di fondazione in Brasile, la Congregazione la ricorda con affetto e gratitudine.

 

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Prima Professione

Sekadau, Indonesia. Tre giovani novizie, Hermini, Emerensiana, Hoseanta hanno emesso oggi la loro professione religiosa nella Parrocchia di Sekadau, dove si trova la Casa Madre della fondazione indonesiana. Nella foto le vediamo insieme alla provinciale, Sr Helena Inca, a Sr Kristina Nong e a Sr Yasinta Sukarti. Il vescovo ha presieduto la celebrazione, a cui hanno partecipato numerosi sacerdoti... Auguri a queste giovani Sorelle, insieme alla preghiera di tutta la Congregazione.

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Atto riparativo

“Se qualcuno ti chiama di nuovo di’: parla Signore, che il tuo servo ascolta”. (1Sm 3,9)

La vita della gioventù è segnata da tante ferite causate dalle sconfitte della storia personale, dai desideri frustrati, dall’esperienza sfrenata della sessualità; da un’immediatezza esacerbata che conduce ad un vuoto esistenziale profondo, che si traduce in assenza di significato. Si tratta di cause che spingono a trascurare i sogni e le opzioni che i giovani sono chiamati a realizzare, compresa l’opzione vocazionale. Papa Francesco afferma che siamo chiamati ad accendere stelle nelle notti oscure della gioventù, per essere luci nella loro vita, per aiutarli nel loro processo di discernimento vocazionale.

Vogliamo riparare
La mancanza della priorità di tempo per ascoltare, accompagnare i giovani e proporre loro un progetto di vita, per aiutarli nel discernimento vocazionale.

Impegno di vita
In questa settimana mi impegno ad essere disponibile per ascoltare i giovani nella loro realtà di sofferenza, per superare la timidezza di parlare e proporre la vita religiosa come un modo di essere nel mondo.

Preghiamo:
Dio, Padre Misericordioso, ti affidiamo i giovani nei loro complessi percorsi di dolore, gioia e speranza; dona loro la grazia del discernimento vocazionale. Insegnaci ad ascoltarli, ad accompagnarli e ad amarli. Amen.

 

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La memoria liturgica della dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Oggi 5 agosto si celebra la memoria liturgica della dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dove è conservata l’immagine di Maria Salus Populi Romani. Forse non tutti ricordano che questo è uno dei luoghi “sacri” alla Famiglia Passionista. Era l’autunno del 1721. Il giovane Paolo, che già aveva fatto la sua scelta radicale di consacrarsi a Dio e di radunare compagni per annunciare il Vangelo, venne per la prima volta a Roma per incontrare il Papa e chiedere a lui la conferma della nuova fondazione. Dopo un viaggio lungo e faticoso, al palazzo del Quirinale – alloggio del Pontefice in quel tempo – venne respinto bruscamente perché scambiato per un criminale, tanto era povero e miserabile il suo aspetto. Paolo provò una immensa delusione ed un grande senso di fallimento. Uscendo si avvicinò ad una delle tante fontane romane per calmare la sete e mangiare un pane ricevuto in carità la sera prima. Lui stesso raccontava che era affamato e che “avrebbe divorato due pani, se li avesse avuti…”. Gli si avvicinò un povero che gli chiese qualcosa da mangiare e Paolo, che non aveva chiuso il cuore nonostante l’umiliazione subita, condivise con lui il povero pasto. Di seguito si recò alla Basilica di Santa Maria Maggiore per affidarsi alla Madonna venerata nella Cappella Borghese. Racconterà in seguito che lì rivide Maria che gli porgeva l’abito di penitenza e lo invitava a fondare la nuova famiglia religiosa. In quei momenti di fede oscura e di estasi, si sentì ispirato per la prima volta a fare voto di vivere, meditare e promuovere la memoria della Passione di Gesù. In quel momento, nell’invito di Maria e nel cuore di Paolo, nasce la Congregazione della Passione di Gesù. Per questo, in questo giorno, in una memoria liturgica semplice e sobria, noi Passioniste e Passionisti del mondo intero e di ogni vocazione, facciamo memoria e rinnoviamo la risposta alla nostra vocazione.

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Fede… Passione di Gesù e avanti!

Fede… Passione di Gesù e avanti!

Il 3 agosto ricordiamo il giorno della morte di Mons. Giuseppe Fiammetti, il Parroco di Signa che la Provvidenza mise sulla strada di Sr Crocifissa Tognoni e Sr Pia Frosali per riattivare la comunità delle Ancille Passioniste, fondata nel 1815 da M. Maddalena Frescobaldi a Firenze in via San Gallo nel 1815. Nel 1866 quella prima comunità venne dispersa, le Suore furono collocate in altri Monasteri mentre Sr Crocifissa e Sr Pia rimasero in attesa dell’Ora di Dio per riattivare la comunità.

Giuseppe Fiammetti nasce nei pressi di Massa Carrara il 25 marzo 1834; a 11 anni entra in Seminario e, diventato sacerdote, viene inviato nella Parrocchia di Signa dove sembra che il clima sia l’unico favorevole alla sua salute piuttosto fragile. È l’anno 1866. Il giorno successivo al suo ingresso come parroco, arrivano a Signa le due Suore dell’antico ritiro, desiderose di ridare vita alla loro comunità, nata per fare memoria della Passione di Gesù e del dolore di Maria e per ricondurre al Cuore di Cristo giovani donne vittime di violenza e sfruttate per la prostituzione.

Nella sua missione di parroco, don Giuseppe aggiunge anche altre attività sociali e caritative e visita spesso il carcere femminile di Montelupo, nei pressi di Firenze; in quel luogo è profondamente toccato nel vedere bambine e adolescenti, che potrebbero essere ancora recuperate, messe a vivere nella stessa cella con donne colpevoli di gravi delitti. Intuisce che questa non è la forma educativa adatta a recuperare e restituire alla vita queste bambine.

Incontra le due ex Ancille, ascolta la loro storia e vede il loro amore per l’educazione delle ragazze, scrive: “Erano venute nel mio popolo due pie e brave donne… che volevano dedicarsi al prossimo e ad essere Suore Passioniste di San Paolo della Croce. Ecco, dissi fra me, le Suore e le bambine adatte per quest’opera di risanamento per tante figlie della sventura e del dolore…”.

Il 14 settembre 1872 presiede la celebrazione in cui riprendono l’abito passionista e ridanno vita alla Comunità, Sr Crocifissa Tognoni, Sr Pia Frosali, Sr Giovanna Baylon, una giovane signese che si sente chiamata a far parte della comunità. Si attiva subito presso il Ministero di Grazia e Giustizia perché le bambine e le adolescenti che sarebbero portate in carcere, siano invece affidate alle cure educative della rinata comunità Passionista.

Mons. Fiammetti diviene così il Padre, l’umile strumento di Dio per aiutare la ripresa delle Suore Passioniste e della loro missione. Le accompagna con la formazione, la direzione spirituale e il consiglio paterno e disinteressato. Sotto la sua direzione, la Congregazione fa i primi passi dentro e fuori Signa e inizia la stabilizzazione giuridica: si devono a lui l’acquisto della Casa di Quercianella e le prime stesure delle Costituzioni…

Nel 1905 viene colpito da una grave malattia che accetta e vive nell’offerta e nella preghiera. Il 3 agosto torna alla Casa del Padre, circondato dalla preghiera e dall’affetto delle Suore e delle amate bambine.

La Congregazione lo ricorderà sempre con eterna gratitudine.

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Atto riparativo

Vocazioni

Cosa vogliamo

  • Costruire una cultura vocazionale, uno stile di vita che affascina, ogni giorno, con la proposta di Gesù, nella costruzione del Regno.
  • Avvicinarsi ai giovani nelle loro diverse realtà, per accompagnargli in un cammino di fede, per aiutarli a sperimentare l’amore di Dio e fare una proposta vocazionale.
  • Costruire comunità formative (religiose e laicali) che accolgano i giovani con criteri evangelici e passiologici, senza chiudersi all’azione dello Spirito nella diversità.
  • Aprire la porta delle nostre comunità (religiose e laicale) e dei nostri cuori ai giovani e alle famiglie; essere annunciatori di speranza nel seguire il Crocifisso.

Vogliamo riparare

  • La mancanza di convinzione del valore della preghiera per risvegliare e coltivare vocazioni autentiche,
  • La mancanza di una testimonianza gioiosa, la distanza della gioventù per le condizioni che imponiamo tramite linguaggio o stile di vita incomprensibili,
  • Vogliamo riparare la nostra timidezza nell’annuncio del carisma passionista

Impegno di vita

  • Intensificare la nostra preghiera personale e comunitaria
  • Aprire le orecchie ed il cuore all'ascolto dei giovani
  • Presentare il carisma passionista (la vita religiosa e laicale) ai giovani e ai laici adulti come un modo di realizzare il Sogno di Dio.

Preghiamo
O Dio, sorgente di vita, sostienici nelle nostre fragilità e ispira nei giovani il desiderio di consacrarsi a te e al tuo servizio; ti preghiamo anche per i laici che desiderano di far parte della comunità laicale. Maria, Madre, Maestra e Guida ci aiuti a testimoniare la gioia della nostra vita, l’esperienza della misericordia ricevuta e donata, come Gesù ci ha chiesto.

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